Acclimatazione dei pesci: cosa fare davvero quando arrivano a casa

Quando compriamo nuovi pesci, il momento in cui arriviamo a casa con il sacchetto in mano sembra semplicissimo.

Apriamo la busta, mettiamo i pesci nell’acquario e aspettiamo che si ambientino.

In realtà, proprio in quel momento stiamo sottoponendo gli animali a una serie di cambiamenti importanti.

Prima erano nel loro acquario di provenienza.

Poi sono stati catturati, trasferiti in un sacchetto, trasportati e infine devono adattarsi a un’acqua che può avere temperatura e caratteristiche chimiche differenti.

Per questo l’acclimatazione non dovrebbe essere considerata un semplice rituale da eseguire sempre nello stesso modo.

Il suo scopo è molto più preciso:

ridurre il più possibile lo stress del passaggio dall’acqua di trasporto a quella dell’acquario.

E non sempre serve fare un’acclimatazione lunghissima.

In alcuni casi può essere sufficiente una procedura relativamente breve; in altri, soprattutto dopo un trasporto lungo o quando le differenze tra le due acque sono importanti, è necessario procedere più lentamente.

Indice dei contenuti

Prima dell’acclimatazione: il lavoro comincia prima di arrivare a casa

La prima regola è molto semplice:

quando acquisti un pesce, dovresti sapere già dove andrà a vivere.

Temperatura, caratteristiche dell’acqua, dimensioni dell’acquario e compatibilità con gli altri abitanti dovrebbero essere valutate prima dell’acquisto.

L’acclimatazione non serve infatti a rendere adatta un’acqua che non lo è.

Serve a permettere al pesce di passare gradualmente da un ambiente adatto a un altro ambiente adatto.

Se il nuovo acquario ha caratteristiche completamente incompatibili con le esigenze della specie, nessuna procedura di acclimatazione può risolvere il problema.

Il trasporto è già una fonte di stress

Durante il trasporto il pesce non si trova semplicemente “in un po’ d’acqua”.

Respira, produce anidride carbonica e sostanze di rifiuto e rimane confinato in un volume molto piccolo.

Nel caso dei pesci spediti, il problema può essere ancora più importante perché il viaggio può durare molte ore.

Durante il trasporto possono cambiare temperatura, ossigeno, anidride carbonica e composizione chimica dell’acqua. L’accumulo di anidride carbonica può inoltre abbassare il pH, mentre l’ammoniaca prodotta dai pesci rimane nel contenitore.

Per questo un pesce appena arrivato non dovrebbe essere considerato semplicemente come un animale che “deve aspettare il suo turno”.

È già sotto stress.

E l’obiettivo dell’acclimatazione è evitare di aggiungere un altro cambiamento brusco.

La prima cosa da fare quando arrivi a casa

Se hai appena acquistato i pesci, la cosa migliore è evitare di lasciarli in giro per casa mentre fai altre commissioni.

Portali direttamente a destinazione.

Durante il trasporto è importante evitare soprattutto sbalzi termici eccessivi. In condizioni molto fredde o molto calde può essere utile mantenere il sacchetto in un contenitore isolato, evitando anche di lasciarlo nel bagagliaio dell’auto.

Una volta a casa:

  • prepara l’acquario prima di aprire il sacchetto;
  • spegni la luce dell’acquario;
  • evita movimenti inutili attorno alla vasca;
  • controlla che temperatura e attrezzature siano regolari;
  • inizia l’acclimatazione senza lasciare inutilmente il pesce nel sacchetto.

L’obiettivo è rendere il passaggio il più tranquillo possibile.

Il metodo più semplice: acclimatazione nel sacchetto

Per un normale acquisto effettuato in negozio, quando la differenza tra l’acqua del sacchetto e quella dell’acquario non è particolarmente grande, può essere utilizzato un metodo molto semplice.

Il sacchetto chiuso viene fatto galleggiare nell’acquario per permettere alla temperatura dell’acqua di avvicinarsi gradualmente a quella della vasca.

Una procedura comunemente utilizzata prevede circa 10-15 minuti per questo primo adattamento termico.

Il sacchetto dovrebbe rimanere chiuso durante questa fase.

Questo è importante soprattutto quando il pesce è stato trasportato in una busta riempita con ossigeno.

Aprire immediatamente il sacchetto significa cambiare l’ambiente gassoso nel quale il pesce è stato trasportato.

Dopo aver pareggiato la temperatura

Una volta avvicinata la temperatura, si può aprire il sacchetto e iniziare ad aggiungere piccole quantità di acqua dell’acquario.

Non serve riempirlo immediatamente.

L’idea è sostituire progressivamente una parte dell’acqua di trasporto con quella dell’acquario, riducendo gradualmente la differenza chimica.

Un metodo pratico consiste nell’aggiungere una piccola quantità di acqua ogni pochi minuti, ripetendo l’operazione per un periodo complessivo di circa 20-30 minuti nelle situazioni normali.

Non è una gara contro il cronometro.

Se la differenza tra le due acque è piccola, non ha molto senso trasformare una semplice acclimatazione in una procedura interminabile.

Se invece la differenza è importante, il tempo necessario può aumentare.

Aggiunta graduale dell'acqua dell'acquario durante l'acclimatazione dei pesci

Quando è meglio utilizzare il metodo a goccia

L’acclimatazione a goccia, o drip acclimation, consiste nel trasferire il pesce e l’acqua di trasporto in un contenitore pulito e far arrivare lentamente acqua dell’acquario attraverso un tubicino.

La velocità viene regolata in modo da introdurre progressivamente nuova acqua.

È un metodo particolarmente utile quando:

  • il trasporto è stato lungo;
  • la differenza tra le due acque è importante;
  • il pesce è particolarmente sensibile;
  • il volume d’acqua di trasporto è ridotto;
  • si sta gestendo un animale che richiede un passaggio più graduale.

Durante un’acclimatazione lunga bisogna però ricordare che il contenitore deve mantenere condizioni adeguate anche dal punto di vista dell’ossigenazione.

Quindi “acclimatazione a goccia” non significa automaticamente “più lentamente possibile per qualsiasi pesce”.

La procedura deve essere proporzionata alla situazione.

Il problema dell’acqua di trasporto dopo un viaggio lungo

Qui c’è un aspetto particolarmente importante.

Dopo molte ore di trasporto, l’acqua nel sacchetto non è necessariamente nelle stesse condizioni di quando il pesce è stato spedito.

Il pesce ha respirato.

Ha prodotto anidride carbonica.

Ha prodotto rifiuti.

Il pH può essere cambiato.

E possono essersi accumulate sostanze che non vogliamo introdurre nell’acquario.

Per questo, soprattutto dopo un trasporto lungo, non è una buona idea versare semplicemente tutto il contenuto del sacchetto nell’acquario.

Il pesce dovrebbe essere trasferito nella vasca cercando di introdurre la minima quantità possibile dell’acqua di trasporto.

Perché non conviene versare l’acqua del negozio nell’acquario?

Per due motivi principali.

Il primo è la qualità dell’acqua.

Non sappiamo necessariamente cosa contenga l’acqua nella quale il pesce è stato trasportato e quanto sia cambiata durante il viaggio.

Il secondo è il rischio biologico.

L’acqua di trasporto proviene da un altro sistema e può contenere organismi indesiderati o agenti patogeni.

Questo diventa particolarmente importante quando inseriamo nuovi pesci in un acquario già maturo e popolato.

Per questo è preferibile trasferire il pesce evitando di aggiungere deliberatamente l’acqua del sacchetto alla vasca.

Meglio il retino o versare direttamente il pesce?

Per un normale pesce d’acquario, dopo l’acclimatazione è preferibile trasferirlo delicatamente nell’acquario evitando di versare il contenuto del sacchetto.

Un piccolo retino può essere utilizzato per separare il pesce dall’acqua di trasporto.

Bisogna però evitare di inseguire continuamente l’animale nel sacchetto.

L’obiettivo è fare un trasferimento rapido e delicato, non sottoporre il pesce a una seconda cattura stressante.

In alcuni casi, soprattutto con animali particolarmente delicati o di grandi dimensioni, la tecnica può essere adattata alla specie.

La luce deve rimanere accesa?

Meglio spegnerla.

Un pesce appena arrivato ha già subito cattura, manipolazione, trasporto e cambiamento dell’ambiente.

Non c’è alcun vantaggio nel sottoporlo immediatamente anche a una forte illuminazione.

Lasciare l’acquario al buio o con illuminazione ridotta per un certo periodo permette agli animali di esplorare il nuovo ambiente con meno stimoli.

È una pratica comunemente consigliata dopo l’inserimento dei nuovi pesci.

Non è necessario però trasformare la vasca in una grotta per tutta la giornata.

Lo scopo è semplicemente ridurre gli stimoli nella fase immediatamente successiva all’inserimento.

E dopo averli inseriti?

La cosa migliore è lasciarli tranquilli.

È normale che i nuovi pesci:

  • rimangano nascosti;
  • respirino in modo leggermente più rapido per un periodo;
  • nuotino in modo insolito;
  • esplorino freneticamente l’acquario;
  • rimangano immobili per qualche tempo;
  • non mangino immediatamente.

Non bisogna interpretare ogni comportamento insolito come una malattia.

Il pesce ha appena cambiato ambiente.

Il primo compito è osservare.

Non dare subito una grande quantità di cibo

Un altro errore frequente è pensare:

“Devo nutrirlo perché è appena arrivato.”

Non necessariamente.

Un pesce appena trasportato può essere stressato e potrebbe non avere interesse per il cibo.

Inoltre, aggiungere molto alimento a un acquario proprio quando sono stati appena introdotti nuovi animali significa aggiungere contemporaneamente un ulteriore carico organico.

È spesso più sensato lasciare che gli animali si ambientino e poi riprendere gradualmente l’alimentazione normale.

Acclimatazione e quarantena sono due cose diverse

Questo punto dovrebbe essere chiarissimo.

Acclimatare un pesce non significa metterlo in quarantena.

L’acclimatazione dura generalmente ore.

La quarantena è invece una procedura separata, finalizzata soprattutto a evitare di introdurre malattie e parassiti nella popolazione già presente.

Una vera quarantena richiede un sistema separato e un periodo di osservazione molto più lungo.

Le strutture professionali utilizzano la quarantena proprio perché un nuovo animale può introdurre agenti patogeni anche quando appare perfettamente sano.

Quindi:

acclimatazione = adattamento all’ambiente

quarantena = controllo sanitario e isolamento

Non sono sinonimi.

Quando la quarantena diventa particolarmente importante

Se hai già un acquario maturo con una popolazione sana, introdurre direttamente nuovi pesci significa anche introdurre un potenziale rischio sanitario.

Il nuovo pesce può sembrare perfettamente normale e tuttavia trasportare organismi patogeni.

Inoltre il trasporto e il cambio di ambiente rappresentano già fattori di stress che possono rendere gli animali più vulnerabili.

Una vasca separata per la quarantena permette di osservare i nuovi arrivati senza mettere immediatamente a rischio gli animali già presenti.

Questo è particolarmente importante per pesci di valore, gruppi numerosi o animali provenienti da fonti diverse.

Ma per il normale acquisto dal negozio devo sempre fare una lunga quarantena?

Non necessariamente nella stessa maniera per ogni situazione.

Una quarantena completa è una misura di biosicurezza, non un passaggio obbligatorio dell’acclimatazione.

Il rischio dipende dalla provenienza degli animali, dalla storia sanitaria, dal valore della popolazione già presente e dal tipo di allevamento.

Per un acquario domestico è comunque importante capire la differenza:

il fatto di avere acclimatato correttamente un pesce non significa aver eliminato il rischio di introdurre una malattia.

E se i pesci arrivano per posta?

Qui bisogna prestare maggiore attenzione.

Un pesce spedito può avere trascorso molte ore nel sacchetto.

In questo caso la situazione è diversa rispetto al pesce acquistato e portato a casa in pochi minuti.

Più lungo è stato il trasporto e maggiore è la differenza tra acqua di trasporto e acqua dell’acquario, maggiore deve essere l’attenzione durante l’acclimatazione.

Prima di tutto conviene controllare le condizioni dell’animale.

Non bisogna aprire il pacco e lasciare il pesce per un’ora sul tavolo mentre si decide cosa fare.

La procedura dovrebbe essere già pronta.

Un errore comune: lasciare il sacchetto aperto per molto tempo

Sembra una cosa innocua.

Si apre il sacchetto e lo si lascia galleggiare mentre si prepara tutto il resto.

Ma se il pesce è arrivato dopo un trasporto lungo, l’acqua di trasporto può avere caratteristiche molto diverse da quelle dell’acquario.

L’apertura del sacchetto cambia inoltre rapidamente l’ambiente gassoso.

Per questo, soprattutto dopo una spedizione, è meglio preparare tutto prima e procedere con l’acclimatazione senza inutili attese.

E se la temperatura è molto diversa?

La temperatura è uno dei parametri che devono essere adattati gradualmente.

Uno sbalzo importante non dovrebbe essere corretto bruscamente.

Se la differenza è modesta, il normale adattamento termico del sacchetto galleggiante può essere sufficiente.

Se la differenza è molto maggiore, è necessario procedere più lentamente.

Non esiste però un unico tempo valido per tutte le specie e tutte le situazioni.

La temperatura deve essere valutata insieme alle altre caratteristiche dell’acqua e alle condizioni nelle quali il pesce è stato trasportato.

E se il pH del sacchetto è molto diverso?

Qui la situazione diventa più interessante.

Durante il trasporto, l’anidride carbonica prodotta dai pesci può accumularsi nell’acqua e abbassare il pH.

Questo significa che il pH misurato nel sacchetto dopo un lungo viaggio potrebbe non rappresentare semplicemente “l’acqua del negozio”.

Quando il sacchetto viene aperto e l’acqua scambia gas con l’atmosfera, il pH può cambiare nuovamente.

Inoltre il rapporto tra le diverse forme dell’ammoniaca dipende anche da pH e temperatura.

Per questo, dopo un trasporto lungo, non è sempre corretto ragionare semplicemente in termini di:

“Il pH è diverso, quindi devo far durare l’acclimatazione moltissime ore.”

La situazione dell’acqua di trasporto deve essere considerata nel suo insieme.

L’acclimatazione a goccia non è una magia

Il metodo a goccia è diventato molto popolare negli acquari, soprattutto per invertebrati e animali considerati delicati.

Ma non dovrebbe trasformarsi in una regola universale:

“Più lentamente acclimato, meglio è.”

Non è sempre così.

Durante una lunga acclimatazione il pesce rimane ancora nel contenitore di trasporto e continua a vivere in un ambiente limitato.

Se il trasporto è stato lungo, bisogna considerare anche la qualità dell’acqua, l’ossigenazione e l’accumulo di rifiuti.

Il metodo deve quindi essere scelto in funzione della situazione.

Per un normale acquisto dal negozio, una procedura semplice e ben eseguita può essere più che sufficiente.

Non serve conoscere ogni parametro prima di acclimatare

È utile conoscere le caratteristiche dell’acqua dell’acquario.

Ma non bisogna trasformare ogni inserimento di pesci in un’analisi chimica infinita.

Le informazioni più importanti sono:

  • temperatura;
  • compatibilità della specie con l’acqua;
  • eventuali differenze importanti di pH e durezza;
  • durata del trasporto;
  • condizioni del pesce;
  • provenienza dell’animale.

La precisione è utile quando serve a prendere una decisione.

Non quando diventa un rituale.

Il vero errore è comprare il pesce prima di preparare l’acquario

L’acclimatazione funziona molto meglio quando l’acquario è già pronto.

Filtro funzionante.

Temperatura corretta.

Acqua compatibile.

Popolazione compatibile.

Spazio sufficiente.

Piante e arredamento già sistemati.

Non dovremmo acquistare un pesce e poi chiederci dove metterlo.

Il nuovo animale dovrebbe entrare in un ambiente già preparato per lui.

Questo riduce lo stress e soprattutto evita di dover prendere decisioni importanti proprio mentre il pesce è ancora nel sacchetto.

Una procedura semplice per il normale acquisto in negozio

Per un normale acquisto, senza particolari differenze tra le acque e senza un trasporto molto lungo, possiamo semplificare molto.

Spegni la luce

Riduci gli stimoli prima di iniziare.

Fai galleggiare il sacchetto chiuso

Lascia che la temperatura si avvicini gradualmente a quella dell’acquario.

Apri il sacchetto

Mantieni il contenuto separato dall’acqua dell’acquario.

Aggiungi gradualmente acqua dell’acquario

Piccole quantità a intervalli regolari permettono di ridurre progressivamente la differenza chimica.

Trasferisci i pesci

Una volta completato l’adattamento, trasferisci delicatamente gli animali nell’acquario.

Non versare l’acqua del sacchetto

L’acqua di trasporto non deve essere aggiunta automaticamente alla vasca.

Lascia la luce spenta per un po’

Permetti ai pesci di esplorare il nuovo ambiente senza ulteriori stimoli.

Questa procedura è sostanzialmente quella indicata per i normali acquisti da diverse guide di cura degli acquari.

E se il pesce sembra stare molto male?

Qui bisogna cambiare approccio.

Se il pesce arriva in condizioni molto compromesse, non è il momento di applicare meccanicamente una procedura standard di acclimatazione per un’ora o due.

Bisogna prima valutare la situazione.

Respira?

È cosciente?

Riesce a mantenere l’equilibrio?

Ci sono lesioni evidenti?

Il sacchetto è rimasto per molte ore in trasporto?

La temperatura è estremamente diversa?

L’acqua presenta condizioni anomale?

In situazioni problematiche, la priorità diventa riportare rapidamente l’animale in condizioni sicure, evitando contemporaneamente uno shock aggiuntivo.

Non aggiungere prodotti “per sicurezza”

Un altro errore frequente consiste nell’aggiungere immediatamente una serie di prodotti:

  • batteri;
  • vitamine;
  • rimedi;
  • correttori;
  • prodotti contro lo stress;
  • medicinali.

Non è necessario trattare automaticamente un pesce soltanto perché è appena arrivato.

Se l’animale è sano e l’acquario è correttamente preparato, la cosa più utile può essere semplicemente lasciarlo tranquillo.

Un prodotto non sostituisce un’acclimatazione corretta.

E soprattutto non dovrebbe diventare una risposta automatica a ogni situazione.

Dopo l’inserimento, osservare è più importante che intervenire

Nelle prime ore è molto più utile osservare che modificare continuamente qualcosa.

Guarda come respirano.

Guarda dove nuotano.

Controlla se cercano riparo.

Osserva gli altri pesci.

Controlla che non ci siano inseguimenti continui.

Verifica che il filtro funzioni correttamente.

E soprattutto evita di modificare contemporaneamente temperatura, illuminazione, pH e alimentazione soltanto perché i nuovi pesci sembrano spaesati.

Devono semplicemente avere il tempo di ambientarsi.

Nuovi pesci che si ambientano nell'acquario dopo l'acclimatazione

L’acclimatazione non può compensare un acquario instabile

Questo è il punto più importante.

Possiamo fare un’acclimatazione perfetta e inserire comunque i pesci in un acquario inadatto.

Se l’acquario non è maturo, se il filtro biologico non è pronto, se la popolazione è eccessiva o se l’acqua non è compatibile con la specie, il problema non si risolve con un’acclimatazione più lunga.

L’acclimatazione è soltanto il passaggio tra due ambienti.

La qualità dell’ambiente nel quale il pesce arriva rimane molto più importante.

Se vuoi approfondire cosa succede realmente nei primi mesi di vita dell’acquario, è utile anche capire come funziona il ciclo dell’azoto in acquario.

La vera acclimatazione è ridurre gli shock, non rispettare un rituale

Non esiste una formula magica del tipo:

“Ogni pesce deve essere acclimatato per esattamente 60 minuti.”

Il tempo dipende dalla situazione.

Un normale acquisto dal negozio e un pesce arrivato dopo 24 ore di spedizione non sono la stessa cosa.

Un’acqua quasi identica a quella dell’acquario e un’acqua molto diversa non sono la stessa cosa.

Un pesce in perfette condizioni e uno arrivato fortemente debilitato non sono la stessa cosa.

Per questo la procedura deve essere ragionata.

Più grande è il cambiamento che l’animale deve affrontare, maggiore deve essere l’attenzione nel renderlo graduale.

Cosa fare davvero quando il pesce arriva a casa

Alla fine, il procedimento può essere molto più semplice di quanto spesso si racconti.

Prepara l’acquario prima di comprare il pesce.

Portalo a casa senza inutili ritardi.

Spegni la luce.

Adatta gradualmente la temperatura.

Se necessario, adatta progressivamente anche la chimica dell’acqua.

Trasferisci il pesce senza riversare l’acqua di trasporto.

Lascialo tranquillo.

Osservalo.

E, soprattutto, non cercare di correggere dieci cose contemporaneamente.

L’acclimatazione non serve a rendere il pesce invulnerabile.

Serve semplicemente a rendere meno brusco il passaggio da un ambiente all’altro.

Ed è proprio questa la sua funzione.

Domande frequenti

Quanto deve durare l’acclimatazione di un pesce?

Non esiste un tempo universale. Per un normale acquisto dal negozio, un acclimatamento relativamente breve può essere sufficiente. Dopo un trasporto lungo o in presenza di differenze importanti tra le due acque, può essere necessario procedere più lentamente.

Devo sempre far galleggiare il sacchetto?

Il galleggiamento serve soprattutto a ridurre gradualmente la differenza di temperatura. È una tecnica semplice e adatta a molti normali acquisti dal negozio, ma non è l’unico metodo possibile.

Devo aprire subito il sacchetto?

No. Se il pesce è stato trasportato in un sacchetto con ossigeno, è preferibile mantenerlo chiuso durante la prima fase di adattamento termico.

Posso versare l’acqua del sacchetto nell’acquario?

È preferibile evitare di introdurre l’acqua di trasporto nell’acquario, soprattutto dopo trasporti lunghi. Il pesce può essere trasferito separatamente, lasciando fuori dalla vasca la maggior parte dell’acqua contenuta nel sacchetto.

L’acclimatazione a goccia è sempre migliore?

No. È una tecnica utile in determinate situazioni, soprattutto quando il passaggio deve essere molto graduale, ma non è automaticamente necessaria per ogni pesce acquistato in negozio.

Devo tenere la luce spenta dopo aver inserito i pesci?

È consigliabile ridurre l’illuminazione per un certo periodo dopo l’inserimento, così da diminuire gli stimoli mentre i nuovi pesci esplorano l’ambiente.

Devo dare da mangiare subito ai nuovi pesci?

Non necessariamente. Un pesce appena trasportato può essere stressato e non avere interesse per il cibo. È generalmente più importante lasciarlo ambientare che cercare di alimentarlo immediatamente.

Acclimatazione e quarantena sono la stessa cosa?

No. L’acclimatazione serve a permettere al pesce di adattarsi gradualmente al nuovo ambiente. La quarantena serve invece soprattutto a ridurre il rischio di introdurre malattie e parassiti nella popolazione già presente.

Quanto deve durare la quarantena?

Non esiste un unico periodo valido per ogni situazione. La durata dipende dalla specie, dalla provenienza, dal rischio sanitario e dal protocollo adottato. La quarantena deve comunque avvenire in un sistema separato dall’acquario principale.

Se il pesce è molto stressato devo acclimatarlo più lentamente?

Non necessariamente. Bisogna valutare le condizioni complessive dell’animale e dell’acqua di trasporto. Un’acclimatazione estremamente lunga può prolungare la permanenza in un ambiente di trasporto ormai deteriorato. In caso di condizioni anomale, è più importante evitare ulteriori shock e riportare il pesce in condizioni sicure.

Posso usare prodotti antistress durante l’acclimatazione?

Non sono automaticamente necessari. La cosa più importante rimane una corretta preparazione dell’acquario e un trasferimento graduale. I prodotti non sostituiscono una buona gestione.

Posso acclimatare più pesci insieme?

Se provengono dallo stesso sistema e sono destinati allo stesso acquario, possono essere acclimatati insieme quando le dimensioni e il contenitore lo permettono. Se invece provengono da fonti diverse, bisogna considerare anche il rischio sanitario e quindi l’opportunità di mantenerli separati.

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